Indiano d’Abruzzo

Sono nato a Thrissur, in Kerala, India. Vivo a Pescara da oltre vent’anni.

Non è una biografia insolita — il mondo è pieno di persone che hanno lasciato un posto per costruirne un altro. Ma c’è una domanda che chi vive questa condizione prima o poi si fa: a un certo punto, dove finisce l’adattamento e dove comincia l’appartenenza?

La mia risposta, maturata nel tempo, è che la domanda stessa è mal posta.

L’appartenenza non è un luogo. È ciò che un luogo ti ha lasciato dentro — il modo in cui hai imparato a leggere il mondo, a misurare le persone, a valutare ciò che conta. È la forma che la vita prende in te, non il posto in cui la vivi.

Il Kerala mi ha dato una certa struttura interiore: la spiritualità, la pluriculturalità, il rapporto con il tempo, la sensibilità verso il significato delle cose, una concezione della conoscenza che non separa il sapere tecnico da quello umano. E una cosa più difficile da nominare — una certa capacità di stare dentro l’incertezza senza esserne sopraffatti.

L’Abruzzo mi ha dato altro: la concretezza, la sobrietà, il rispetto per il lavoro silenzioso. Una cultura che diffida delle parole facili e premia chi costruisce senza bisogno di essere visto. Mi ha insegnato che la dignità non si rivendica — si dimostra.

Queste non sono eredità in conflitto. Sono due grammatiche diverse con cui leggo la stessa realtà. E come chi cresce con due lingue non traduce dall’una all’altra ma pensa direttamente in entrambe, anch’io non scelgo di volta in volta quale parte di me applicare. Le porto insieme, sempre.

Questa condizione ha un costo — il senso di non appartenere mai del tutto a nessun posto. Ma ha anche un dono: la capacità di riconoscere l’altro senza bisogno di ridurlo a ciò che già conosci.

“Indiano d’Abruzzo” non è un’etichetta identitaria. È la descrizione più precisa che ho trovato per raccontare come sono fatto. E come vivo. È la forma che la vita ha preso in me.

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Nota sull’uso di IA: l’autore ha utilizzato strumenti di IA generativa (ChatGPT, Claude, Perplexity) come supporto alla scrittura e ha interamente rivisto e approvato il testo finale. L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT.