Intelligenza artificiale

  • Una formulazione di controllo, espansa nel tempo, per l’MRP “capacità finita”

    Il Material Requirements Planning è stato storicamente pensato come un sistema di propagazione dei fabbisogni: la domanda dei prodotti finiti si trasmette lungo la distinta base, e ogni item aggiorna localmente disponibilità, fabbisogni netti e ordini pianificati. Questa logica funziona bene finché si assume, implicitamente, che la capacità produttiva sia illimitata. Ma questa assunzione è

    Leggi tutto

  • Ripensare l’MRP: dall’esplosione ricorsiva alla propagazione strutturata

    Questo lavoro propone una rilettura dell’MRP non come semplice procedura di esplosione ricorsiva della distinta base, ma come un sistema strutturato di propagazione delle dipendenze nel tempo. Il punto centrale è che gran parte del costo computazionale tradizionalmente associato all’MRP non dipende dal problema in sé, ma dal modo in cui la propagazione dei fabbisogni

    Leggi tutto

  • MRP come sistema matematico: una riformulazione matriciale e tensoriale

    Questo lavoro propone una rilettura strutturale del Material Requirements Planning (MRP), tradizionalmente implementato come procedura sequenziale e ricorsiva. Il contributo centrale consiste nel mostrare che la logica dell’MRP non è intrinsecamente algoritmica, ma può essere espressa come un sistema di trasformazioni matematiche. In particolare, il modello viene riformulato in termini matriciali, dove l’esplosione multilivello della

    Leggi tutto

  • Una formulazione state-space espansa nel tempo per la pianificazione dei fabbisogni materiali

    Il Material Requirements Planning (MRP) è tradizionalmente visto come un algoritmo che risponde a tre domande fondamentali: cosa produrre, quanto produrre e quando produrre.Ma questa visione, pur efficace, resta limitata: descrive un processo, non un sistema. In questo lavoro propongo una riformulazione dell’MRP attraverso un modello state-space espanso nel tempo. L’idea centrale è trattare la

    Leggi tutto

  • La Fata Turchina non è un algoritmo

    Dopo Pinocchio, serve la Fata. Nel mio articolo precedente ho parlato dell’Effetto Pinocchio: l’AI che “mente” senza saperlo, producendo affermazioni false con una forma perfetta, convincente, rassicurante. Bugie senza intenzione, ma non per questo innocue. C’è però un punto che resta spesso sottinteso: Nella favola, Pinocchio non si corregge da solo. Il naso cresce, sì.

    Leggi tutto

  • No, il cervello non si spegne con l’AI

    C’è un’immagine che torna di continuo nei social: tre cervelli affiancati, quello “con i libri” acceso a tutta potenza, quello “con Google” un po’ meno brillante, quello “con l’AI” quasi spento. Funziona perché fa leva su una paura antica: se delego un pezzo di lavoro mentale a una macchina, divento più stupido. È un’intuizione potente,

    Leggi tutto

  • Effetto Pinocchio: Perché l’AI mente senza saperlo

    Il naso non cresce. Ma la bugia sì. E spesso è bellissima da leggere. Un burattino brillante C’era una volta un burattino di legno che diceva bugie. Non per cattiveria. Per paura, per desiderio, per istinto di essere accettato. Ogni volta che mentiva… il naso cresceva. Era il modo in cui la realtà lo richiamava

    Leggi tutto