La grandezza dell’uomo

C’è qualcosa di profondamente insolito nel fatto che uno dei documenti più significativi sull’intelligenza artificiale provenga non da un’università, né da una grande azienda tecnologica o da un organismo di regolazione, ma dal Vaticano.

Ancora più insolito è lo strumento scelto: un’enciclica.

Un’enciclica è progettata per affrontare grandi questioni che non si esauriscono nell’attualità. È progettata per ragionare in decenni, per essere discussa e rielaborata nel tempo. Non credo che Papa Leone XIV abbia scelto questo strumento per caso.

Magnifica Humanitas esce nel 135° anniversario della Rerum Novarum, il documento con cui Leone XIII affrontò le conseguenze umane della rivoluzione industriale. Quella enciclica si chiedeva come proteggere l’uomo nell’era delle macchine. Questa pone la stessa domanda nell’era degli algoritmi.

Nel 1891 il rischio era la riduzione dell’uomo a pura forza lavoro. Oggi, secondo Leone XIV, il rischio è che venga ridotto a dato, profilo, previsione, funzione ottimizzabile.

L’intento mi sembra chiaro: costruire una nuova dottrina sociale per la rivoluzione che stiamo vivendo, così come nel 1891 si cercò di farlo per quella industriale.

La trasformazione in corso non riguarda soltanto il lavoro. Riguarda il lavoro cognitivo, i processi decisionali, la produzione della conoscenza, la mediazione delle relazioni umane. Non è una nuova fase del progresso tecnologico. È una trasformazione di civiltà.

L’enciclica sposta lo sguardo su quei cambiamenti difficili da quantificare, ma che modificano in modo essenziale la parte più propriamente sapiens dell’essere umano.

Il suo valore non risiede necessariamente nelle risposte che offre. Forse, per domande di questa portata, risposte definitive non esistono ancora.

Il valore sta nel gesto: un’istituzione antica, lenta, spesso considerata fuori tempo, che si obbliga a porre domande che il ritmo dell’innovazione ci induce continuamente a rimandare.

La domanda più importante non è quanto diventeranno intelligenti i sistemi che stiamo costruendo.

È quanto riusciremo a restare consapevoli di noi stessi mentre li costruiamo.

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Dedico questo articolo a mio zio Ouseph Cheriyamparambil (Baby Mash) 2022, che, quando ero ragazzo, mi ha insegnato il significato profondo della Rerum Novarum e il valore della dignità umana nelle trasformazioni della storia.

Nota sull’uso di IA: l’autore ha utilizzato strumenti di IA generativa (ChatGPT, Claude, Perplexity) come supporto alla scrittura e ha interamente rivisto e approvato il testo finale. L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT.